ROMA - Fare ordine nella normativa sulle barriere architettoniche e
culturali, elaborando un "Testo Unico per l'accessibilità e la fruibilità"
che razionalizzi e riordini in un solo corpo normativo le leggi esistenti.
E' l'obiettivo che si prefigge l'Osservatorio Parlamentare Accessibilità e
Fruibilità (Opaf) promosso dalla senatrice Dorina Bianchi (Pd), sorto nel
2007 e ora tornato operativo con la nuova legislatura. La redazione di un articolato che sostituisca l'attuale "selva" di leggi con un Testo Unico, auspicata anche dal Fondo italiano per l'abbattimento delle barriere architettoniche (Fiaba), si avvarrà nei prossimi mesi anche della collaborazione del Consiglio Nazionale degli Architetti, che affiancherà i tecnici normativi nella predisposizione dei singoli articoli di legge. Il tutto, nell'ottica non solo di una razionalizzazione legislativa, ma anche di una più puntuale lotta alle barriere fisiche e culturali diffuse nel paese. Perché se in Italia ci sono ancora 12 milioni di condomini senza ascensore, risulta evidente che il problema dell'accessibilità è vissuto non solo dalle persone disabili, ma anche da numerose altre categorie di cittadini, ad iniziare dagli anziani.
L'Osservatorio, al quale hanno aderito circa 70 parlamentari fra i quali i
sottosegretari Paolo Bonaiuti e Eugenia Roccella, i deputati Di Pietro,
Binetti, Castagnetti e i senatori Berselli, Serra e De Feo vuole - spiega
Dorina Bianchi in conferenza stampa al Senato - operare azioni di
monitoraggio sull'intero territorio nazionale, raccogliendo informazioni e mettendo in relazione le competenze e le sensibilità di vari esperti con il fine di realizzare un opportuno studio della normativa esistente e pervenire all'armonizzazione e semplificazione della stessa". "Non sempre - le ha fatto eco il presidente di Fiaba Giuseppe Trieste - l'impianto legislativo è soddisfacente: spesso le normative non vengono rispettate o rimangono inapplicate, e talvolta le leggi sono superate da altre norme successive che creano incompatibilità e sovrapposizione". Problema di barriere fisiche, ma anche culturali: "Oggi - spiega Trieste - l'ascensore è ancora considerato un lusso e non uno strumento indispensabile per la vita delle persone: quello che un tempo era superfluo (come l'ascensore o il telecomando), ora è
necessario. Dunque, facilitare il libero accesso per tutti deve essere
considerato la normalità, per il disabile come per l'anziano, per la mamma con il passeggino o per il turista con una grande valigia".
Fondamentale, nel paesaggio urbano, il ruolo di chi progetta gli spazi che tutti abitiamo. "C'è un malessere diffuso - spiega Matteo Capuani
dell'Ordine nazionale degli Architetti - e dobbiamo dare risposte tenendo come punto fermo il diritto di tutti a vivere il paesaggio, urbano e naturale". L'accessibilità non si limita dunque agli edifici, ma è parte integrante di una cultura e si estende dagli ascensori ai parchi naturali, fino al patrimonio storico o al divertimento e al gioco. E proprio la "sostenibilità della progettazione" sarà uno degli argomenti sui quali verterà il Congresso mondiale degli architetti che si aprirà domenica prossima, 29 giugno, a Torino: cinque giorni con trecento eventi in contemporanea e una riflessione a tutto campo sulle sfide progettuali del futuro. L'Italia, che assumerà presto la presidenza del Consiglio europeo degli architetti, è "chiamata a fare la sua parte" per promuovere una cultura davvero "attenta alle esigenze e ai diritti di tutti".